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Questo nuovo progetto, dal punto di vista organizzativo non credo che ha avuto nulla in comune con i precedenti.
19 motociclette, 2 furgoni, un fuoristrada, un deltaplano a motore, 35 persone per 18.000 km circa attraverso sette Paesi in 55 giorni. Dei numeri importanti senz’altro considerando che tutto si svolge in un altro continente.
L’organizzazione inizia poco più di un anno fa, quasi subito dopo la missione a Beirut, ma nonostante tutto siamo arrivati, come sempre, alla partenza con la lingua di fuori.
Il largo anticipo non è bastato a pianificare perfettamente tutti gli aspetti operativi della spedizione: container, biglietteria, mezzi, partecipanti ma soprattutto i documenti doganali per l’importazione temporanea.
Uno dei nostri aiuti più validi dall’Italia sono state sicuramente le Ambasciate estere interessate dal nostro itinerario che da subito hanno dato la massima disponibilità…e per fortuna!!!
Non da meno l’Ufficio Coordinamento e Pianificazione FFPP del Dipartimento di PS che attraverso i nostri Ufficiali di Collegamento nei vari Paesi hanno organizzato tutti i nostri spostamenti lungo l’itinerario previsto.
L’elenco delle adesioni è cambiato più volte, i mezzi consegnati ed allestiti al limite dei tempi stabiliti, la biglietteria confermata a fatica ed i carnet de passage ottenuti, grazie alla collaborazione dell’ACI di Roma, fuori i tempi limite.
Merita una menzione a parte la spedizione dei mezzi: siamo riusciti ad imbarcare i mezzi con l’ultima nave disponibile per Caracas, anche perché le difficoltà per questa operazione erano costituite da uno dei nostri due container “fuori misura”. Dopo la “sola” scampata di uno spedizioniere partenopeo ci siamo affidati ad una compagnia seria che ci aveva già aiutato nell’ultima missione e siamo riusciti in breve a riempire i contenitori, ma il tutto con una accelerazione pazzesca che ci fatto lasciar fuori molte cose importanti.
Ma non solo: le radiotrasmittenti, indispensabili per le comunicazioni on the road, i caschi Vemar, attrezzature mediche ed altri accessori fondamentali scovati solo qualche giorno prima della partenza, sempre a causa di “miracoli fatti a metà”.
Nella stessa settimana era stata anche presentata la nostra manifestazione in Campidoglio: erano presenti i rappresentanti dei Paesi interessati dal tour, del Ministero dell’Interno e del Comune di Roma. Madrina della cerimonia la Sig.ra Marisa Grasso, vedova dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti, alla cui memoria è stata dedicata la missione.
Nell’occasione abbiamo ricordato il giuramento di Simon Bolivar, il Libertador, che 200 anni prima sulla collina di Monte Sacro in Roma, promise di liberare il Sud America dall’oppressione del potere spagnolo.
Ma nonostante tutte le difficoltà incontrate sul nostro cammino eccoci in viaggio: grazie a Benelli, Strappini Concessionaria Iveco, CITA, 3M Italia, Subaru, Tecno Progetti, Wheelrent, Mare, DB, Motosystem, MotoFollia, Orgasystem, HPRC, Vemar, Toshiba e la “Fondazione Craxi” la nostra prossima missione può avere inizio.
Anche in questa occasione i riconoscimenti Istituzionali sono stati diversi e importanti: Medaglia del Presidente della Repubblica, Patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Comune di Roma, del Comune di Torino, del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e della Regione Lazio che ha dato il proprio sostegno. Ma anche dall’estero sono giunti gli apprezzamenti dalla Casa Reale di Spagna e dal Senato di Spagna |