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10 marzo 2009 PDF Stampa E-mail
L’appuntamento a colazione è alle 8,30. L’atmosfera non è delle migliori. Attendo le 9,00 e la prima telefonata è per Zaidi. Stamattina ha inviato nuovamente il suo uomo all’aeroporto per verificare la situazione della moto, dopodiché si recherà al porto per la firma della nostra autorizzazione. La seconda è per lo spedizioniere di Tommaso, che purtroppo ancora non sa nulla.
Credo che oggi sarà una snervante giornata d’attesa, molto lunga.
Arriva in albergo il nostro amico Monsiur Polit che decide di andare alla Dogana del porto per sollecitare la firma necessaria per liberare i nostri container. Arriviamo in un attimo ed andiamo direttamente nell’ufficio del Capo Settore, ma purtroppo anche oggi è in una lunga riunione. Non mi sembra vero!
Parliamo con un suo collega che ci assicura che è solo questione di poco tempo e rassegnati lasciamo lo stabile, ma neanche arriviamo all’auto nel parcheggio antistante che veniamo richiamati dall’uomo di Zaidi che ci avvisa che la persona si è liberata e che è disposto a firmare subito.
Su quel documento ci sono almeno 10 timbri e firme diverse… Prossima tappa alla GETMA, la società incaricata di prendere il container dal porto e portarlo in uno spazio idoneo per lo svuotamento, ma anche in questa occasione non siamo fortunati. L’uomo di Zaidi, non se se intenzionalmente o meno, per fare le fotocopie dei carnet invece di recarsi direttamente alla GETMA va altrove, perdendo tempo ulteriore ed arrivando solo nell’ora della pausa pranzo. I minuti sono per noi preziosissimi e Miguel, che ha già spostato il suo volo di ritorno a Barcellona una volta, è furioso.
Sono infatti le 12.00 passate quando arriva Frederik, l’uomo di Zaidi, con le fotocopie dei carnet, ma c’è ancora da pagare la movimentazione dei container, altre 400 euro. Una fila interminabile di balzelli, finirà?
Torniamo a pranzo in hotel, ed avvisiamo il gruppo delle nuove. Nel frattempo abbiamo la certezza che la moto di Tommaso, la BMW GS 800 inviata dalla BMW Italia, era stata persa a Parigi in un capannone. Quando si dice la fortuna...
Velocissimamente prendiamo la decisione di farci dirottare la spedizione in Nigeria, a Kano, in quanto esiste un volo diretto dalla capitale francese, ultima opportunità, con la speranza che questa volta non vada persa chissà dove.
Torniamo alla GETMA, io ho una stanchezza bestiale ed oggi fa particolarmente caldo. Prendiamo con Frederik tutte le carte bollate e firmate ed andiamo in un altro ufficio che avrà il compito di…non lo so, oramai ci rinuncio. E’ una costruzione ad un piano proprio di fronte al porto, da dove si vede uno dei nostri due container a terra, lo riconosciamo perché dall’alto sporge il tetto del nostro Iveco.
In quell’ufficio regna un caos impensabile, con montagne di carte e faldoni gettati ovunque nelle stanze e nei corridoi. Il bar ha il frigorifero nel bagno ed ambulanti girano a vendere qualunque cosa agli impiegati ed agli operatori doganali. Dobbiamo avere l’autorizzazione ad uscire dal porto, ma ci occorrono anche i due TIR che porteranno fuori le nostre scatole. Chiamo per un sollecito il Sig. Politi, Direttore della MSC,  che mi assicura di fare il possibile. Anche qui Frederik ha commesso un errore in quanto i TIR andavano richiesti almeno 24 ore prima.
Il porto non ha orario di chiusura, si lavora 24 ore su 24, ma sono le 18,00 e tra poco non ci sarà più luce.
Ecco sortire dall’ingresso del porto i nostri container, ma li vedremo solo per pochi attimi. Vengono portati in un altro deposito per essere aperti ma sono le 18,30 e si deve rimandare a domani. Ancora un'altra delusione. I ragazzi erano venuti tutti al deposito entusiasti di questa buona notizia, invece un altro giorno perso. La sera il Console Battistella ci invita a cena in un grazioso ristorante sul mare, ma io e Celestino disertiamo: oggi la giornata è stata troppo lunga e pesante e preferiamo andare a mangiare una pizza veloce ed andare a letto. La pizzeria è La Sorento, dal nome promette bene ma il resto lascia molto a desiderare. La pizza napoletana è penosa ma la birra è la vera rivelazione. Mi consigliano la Guinness Masto, sarà buona penso, sempre una Guinness, ed invece mi rifilano una birra analcolica con la vitamina B-Complex!!! Uno schifo impressionante se ci mettiamo che te la portano pure calda.
 
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