Oggi senza sveglia, abbiamo il tempo sufficiente per fare tutto con calma, il primo appuntamento è alle 13,00.
Sistemo la mia valigia e riempio le borse della mia BMW. Cerco così di essere autosufficiente in moto, senza dover ogni volta attendere il furgone per le mie necessità. Finisco di applicare gli adesivi sull’Iveco e sulla mia Subaru ed iniziamo a mettere in ordine bagagli, ricambi e tutto il resto. Collochiamo le rastrelliere portabagagli interne al mezzo ed i serbatoi dell’acqua sul tetto del furgone.
Siamo pronti, facciamo la doccia, indossiamo le nostre uniformi e ci portiamo nel centro del villaggio per incontrare il Vice Prefetto, il Capo della Polizia ed il personaggio più importante, Sua Maestà, cioè il capo della tribù.
Arriviamo però in anticipo e prendiamo qualcosa da bere nell’unico bar che ha il frigorifero, che però non usano!
Poco dopo arriva Sua Maestà che ci saluta calorosamente e si siede al tavolo con noi. Ha circa 70 anni portati bene, veste con una tunica celeste ed un cappello tradizionale bordeaux. Ha 25 mogli, circa, e 250 figli, circa (impossibile contarli tutti confessa). Il suo ruolo è fondamentale: si avvale di nove notabili (consulenti) ed è il capo effettivo della comunità.
Curiosa è anche la nomina del suo successore: quando si sente al limite delle forze Sua Maestà designa il suo sostituto che viene istruito dai notabili in gran segreto. Alla sua morte il successore prende il comando ereditando però anche le mogli ed i figli.
Il Capo della Polizia non interviene se non è Lui ha chiederlo e risolve tutti i problemi di qualunque natura che giornalmente si presentano.
Si fa l’ora dell’incontro e ci portiamo in una sala adibita a tale scopo: è molto modesta ma bene tenuta e troviamo al centro della sala un grande buffet.
Il Vice Prefetto si presenta con una particolare uniforme di colore bianca, tipo marina, mentre il capo della polizia con la sua classica verde militare, tipo mimetica con basco.
Miguel illustra tutte le varie fasi dell’operazione e ci presenta a Sua Maestà (a proposito è sempre lui che decide dove sedersi). Poi interviene il Vice Prefetto che ci ringrazia caldamente per la nostra missione e spera in una collaborazione lunga e duratura. Anche io ringrazio per la calorosa accoglienza e siamo invitati a mangiare.
Il menù è molto particolare, a parte le olive non riconosco nient’altro sulla tavola, ed andiamo così all’avventura.
Scattiamo una serie infinita di foto e Miguel ci chiede di fare un giro in moto attraverso il villaggio: Bakou conta più di 10.000 anime su un territorio molto vasto. Percorriamo circa 10 kilometri ad est e le nostre uniforme diventano bianche…
Torniamo alla casa d’accoglienza e continuiamo a sistemare le ultime cose, domattina abbiamo intenzione di partire all’alba per cercare di iniziare a recuperare un po’ del tempo perso.
Mi faccio accorciare leggermente i capelli da Giuseppina, che oltre ad essere un bravo ingegnere avrà senz’altro un futuro anche come parrucchiera. Un taglio netto alla frangia e torno a vedere bene.
A cena abbiamo ospite Sua Maestà, che gradisce gli spaghetti aglio, olio e peperoncino che Giuseppina prepara per tutti. Sono buoni si, da 10 giorni che non tocco pasta e siamo in astinenza. Io bisso, mentre Sua Maestà agli spaghetti abbina il riso, carne, del sugo e patate.
E’ ora di dormire, ma la notte non sarà tranquilla per tutti, forse a causa del pranzo