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14 marzo 2009 PDF Stampa E-mail
Riccardo e Roberto hanno dormito nel furgone, Tommaso in macchina. Non tutti se la sono sentita di affrontare la notte in quelle camere.
La prima cosa che faccio è quella di aprire il cofano dell’Iveco e verificare la situazione. Non sembra tanto drammatica: la vasca idroguida viene legata con una cinta a cricchetto mentre per i fili strappati telefono al meccanico del Concessionario Strappini che mi rassicura:-sono dell’aria condizionata, delle trombe ed alcuni sensori, se ne può fare a meno…speriamo.
Si parte senza colazione per destinazione Ngaoundèrè, ma non sappiamo cosa ci attende. Tutti ci avvisano, Polizia compresa, che la pista per Tibati, primo villaggio verso nord, è maledetta, ma non quanto maledetta.
Usciamo dal paese, io in testa, e subito troviamo un dirupo con un sabbione impressionante. Mi lascio andare giù con la mia moto mentre dal senso opposto sale un autotreno che alza un immenso polverone, ma la sabbia è altissima, affonda interamente la ruota anteriore, prendo una buca, dei sassi, insomma perdo il controllo e finisco a valle mentre la BMW torna a salire. Non mi faccio quasi nulla, ero praticamente fermo, ma la moto subisce danni anche importanti.
E siamo appena partiti.
Risalgo in sella e cerco di fare più attenzione, ma dopo qualche chilometro ci rendiamo tutti conto che sarà un massacro.
E’ una pista mal messa con pietre che fuoriescono dal terreno e sabbia, tanta sabbia. Alcuni passaggi sono pericolosissimi e si comincia a cadere. Vanno a terra quasi tutti, si annaspa per tirare su le moto, si affonda più di un metro nella polvere. Pochi sono i tratti che consentono di mettere la terza, si viaggia in prima e seconda a 20 all’ora. Salite al 10%, discese ripidissime e quei maledetti canali scavati dai camion che viaggiano, non so come, a velocità folle e che ti costringono a buttarti in cunetta per non essere investiti.
Trascorrono le ore lentamente, attraversiamo villaggi, uno dopo l’altro, tutti di una povertà estrema. Lontani dalla città, mi chiedo queste persone come fanno a vivere in un posto tanto duro ostile e desolato. Mi chiedo dove studiano i bambini in questi posti, dove possono curarsi, come possono costruirsi un futuro.
Siamo in piena foresta al centro del Cameroon, in mezzo al nulla. Siamo al limite. Il caldo è fortissimo, ma per fortuna il nostro equipaggiamento, stivali TCX e giacche Revi’T, ci danno la possibilità di proseguire la marcia nel comfort più assoluto, ma ragazzi è davvero dura. Si continua a cadere e vanno via fari, frecce, borse. Non credo che si possa descrivere una simile avventura se non provandola. Spero solo che le immagini possano raccontare fedelmente quello che abbiamo sofferto in questi 120 km.
Effettuiamo soste frequenti per attendere l’Iveco che marcia a passo d’uomo, ma anche per dissetarci. A fine della giornata avremo bevuto più di 10 litri d’acqua a testa.
Abbiamo la polvere ovunque, ed è sempre la polvere a causare i primi danni al furgone, non si aprono più le porte del cassone.
Chilometro dopo chilometro portiamo verso Tibati le nostre moto. Le tiriamo via dalle profonde buche di sabbia, a spinta, in moto, come ci è possibile, questo trasferimento è diventata una vera e propria sfida.
Arriveremo a Tibati dopo 8 ore di marcia. Quando siamo nel centro del paese e tocchiamo l’asfalto ci sembra un miracolo. Qualcuno dice che è stato il giorno più brutto della sua vita, motociclisticamente parlando, ed io non posso che condividerlo. Poche volte mi sono trovato in una situazione di difficoltà estrema come oggi, ed è sicuramente un episodio che rimarrà scolpito nella mia mente. Ma ce l’abbiamo fatta, questo solo conta.
L’hotel che ci ospita è accogliente. Ci sistemiamo nel parcheggio per controllare i danni ai mezzi. I filtri dell’aria non sembrano eccessivamente intasati, la Subaru non ha nessun problema ed il furgone, a parte le porte bloccate, va ok. Le moto hanno invece diverse ammaccature, supporti piegati, specchi rotti, insomma ci sarà da spendere qualche soldo.
La sera ceniamo tutti insieme al ristorante dell’hotel.
 
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