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Africa nel Cuore è la missione che Motoforpeace si è proposta di realizzare per il 2009. Progetto arrivato in ritardo dalla Spagna ed elaborato da Celestino unitamente alla ONG Selva Camerun, che opera da alcuni anni in quella regione a circa 100 km dalla capitale Yaoundè.
Il progetto non è di difficile realizzazione, dal punto di vista tecnico e logistico, ma fino ad ora, e cioè a circa due mesi dalla partenza, ha riservato delle sorprese che mi hanno letteralmente spiazzato.
Sapevo che questo progetto sarebbe arrivato in ritardo, anche se con Celes se ne parlava da più di un anno, ed è per questo che avevo provveduto ad inoltrare una possibile bozza a tutti gli sponsor, sostenitori ed eventuali partecipanti.
Certo, l’itinerario scelto anche se meraviglioso (attraverso il Cameroon, Nigeria, Niger, Burkina Faso, Mali e Senegal) non è dei più invitanti sia per le problematiche politiche e sia per quelle ambientali.
Fatto sta che mi sono messo in moto solo ad ottobre, per una prevista partenza dei container a gennaio e quella del gruppo a fine febbraio.
La risposta positiva ed immediata mi è giunta, come sempre, dal Viminale, con il Capo della Polizia che ha patrocinato l’iniziativa e con il Coordinamento Internazionale Forze di Polizia che ha attivato i canali Istituzionali all’estero, base fondamentale per la sicurezza e la buona riuscita delle nostre spedizioni.
Gli sponsor, invece, i nodi che fino a tutt’ora non sono riuscito a sciogliere completamente. Come potete immaginare spesso vengono fatte delle promesse al buio, promesse che poi, molto spesso non vengono mantenute. Io ho sempre preferito un bel “no” iniziale, che ti da la possibilità di recuperare in qualche modo, ad un si incerto fino alla fine, che ti lascia poi in mutande…
In ogni modo Motoforpeace ha la fortuna di poter contare su sostenitori stabili, che comunque ci consentono di affrontare qualunque avversità.
Grazie infatti alla sensibilità e all’attenzione della Concessionaria Iveco dei F.lli Strappini il nostro gruppo ha garantito il supporto di un robusto mezzo furgonato, necessario, anzi direi indispensabile, per il trasporto di materiale, vivande, effetti personale e soprattutto dei ricambi necessari alle moto ed agli altri mezzi. Devo dire, senza esagerare nemmeno un po’, che la collaborazione dei F.lli Strappini è veramente senza frontiere, avendo dimostrato in più occasioni di poterci assistere in tempo reale, ed anche molto lontano dai confini nazionali, in modo rapido e efficace. Anche questa volta abbiamo preparato il mezzo con cura, nei particolari, con una revisione eccezionale. Il test elettronico non ha lasciato dubbi sull’efficienza del mezzo, nonostante i suoi 153.000 km e le missioni effettuate in Italia e in tutta Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Sud America.
Sono state sostituite tutte le parti soggette ad usura ed altre ancora sostituite con altre modificate. Si è scelta una scorta di ricambi accurata, sull’esperienza dei precedenti viaggi, insomma abbiamo cercato di non lasciare nulla al caso. Il magazzino ricambi dei F.lli Strappini è stato a nostra completa disposizione per giorni ed i meccanici dell’officina hanno rivoltato il mezzo come un calzino alla ricerca di eventuali anomalie non ancora segnalate dal computer.
Tre gomme di scorta, che speriamo non dover mai adoperare ed è stata effettuata una accurata convergenza, incidenza ed equilibratura. Inoltre sono state montate le nuove valvole per l’aria in ferro resistenti alle alte temperature, che però non sono molto economicheL
L’allestimento interno dell’Iveco, curato a suo tempo dalla Cita Allestimenti Auto, è stato rivisto e migliorato, con prese di corrente supplementari e rinforzi nelle parti soggette a torsioni e stress dovuti alle strade sconnesse. Anche l’officina Enzo Palombi ha contribuito alla messa a punto del mezzo con la sostituzione di alcune parti meccaniche.
L’apparato radio sarà pronto a breve, e con questo l’allestimento sarà completo.
E l’auto d’appoggio??? Purtroppo per questa non è andata così bene come per l’Iveco: l’azienda che ci aveva promesso un sostegno in tal senso non ha potuto mantenere l’impegno, e così ci siamo trovati a 30 giorni dall’imbarco dei mezzi senza auto. Come provvedere? Ad una situazione di emergenza ci si comporta allo stesso modo, e dopo una breve considerazione abbiamo optato per la vecchia Opel Frontera del ’95 di Riccardo (un nuovo acquisto di Motoforpeace), che l’Associazione si vede costretta ad acquisire per turare questa clamorosa falla. L’auto sembra in buone condizioni, anche se i 200.000 km si vedono sulla carrozzeria ed un po’ anche sul motore. Cosa fare allora??? Sostituire, senza perdere tempo, tutte le parti soggette ad usura, come ammortizzatori, impianto raffreddamento completo, freni, cinghie, mpm completa e…sperare di non avere sorprese. Dobbiamo cambiare anche le ruote, in quanto la OPEL era stata appena gommata, ma con ruote invernali…..
La soluzione non sarà certo la migliore, ma l’unica che ci potevamo permettere.
Una spesa che non farà certo bene alla cassa, ma non abbiamo avuto scelta. Il bel “no” all’inizio forse ci avrebbe dato un'altra possibilità!!!
Una nota positiva ci arriva invece dalla Spagna, che non sembra risentire della crisi economica in atto, con un sostegno importante della Fondazione Repsol, che già si era impegnata nella missione in Sud America.
Ma la stessa cosa non è avvenuta, purtroppo, in altri contesti.
Altro buco in questa operazione sono le moto: infatti non avremo moto aziendali ma mezzi propri. In questo caso il perché va cercato nella presentazione del progetto in ritardo, in forte ritardo, a budget praticamente chiusi o esauriti. E poi mettiamoci anche le fusioni dei più importanti gruppi motociclistici in atto e/o anche trattative portate avanti in modo inappropriato. Nell’occasione un grazie particolare va a Fabrizio Anselmi della Moto Guzzi Roma, che ci ha preparato le due Honda che ci seguiranno nel tour e che verranno utilizzate dai cineoperatori e fotografo.
La messa a punto dei nostri mezzi è stata eseguita sapientemente da Piero, che non ha trascurato, come suo solito, nessun dettaglio. Abbiamo tolto i catalizzatori e montato filtri idonei. La scorta dei ricambi in questo caso non sarà molto importante, trattandosi di mezzi supercollaudati come BMW 1150 GS, Africa Twin e Transalp. Previsti treni di gomma supplementari, camere d’aria rinforzate, batterie, cuscinetti, cavi freni e frizione, filtri di scorta, candele ed altre piccole minuterie. Una buona scorta d’olio motore è stata prevista sia per le 2 che per le 4 ruote, non si sa mai.
La cucina a seguito sarà equipaggiata con nuove padelle, pentole ed altri accessori necessari ad un utilizzo estremo. Previsto un nuovo sistema di illuminazione con inverter e questa volta una cassetta attrezzi degna di questo nome. Tenda e sacco a pelo, materassino, zanzariera e permetrina (efficiente repellente per le micidiali zanzare anofele). Due serbatoi di acqua da 150 litri più altri 100 in altri recipienti, potabilizzatore d’acqua per 7000 litri e gocce d’argento e amuchina per l’acqua destinata a vario uso. Funi per traino (in Sud America abbiamo constatato l’importanza), pale per la sabbia, slitte da sabbia per superare i punti più difficili, torce di varia potenza, ripara gomme AirBox, fondamentale in questo tipo di missioni, fornitoci dall’Azienda MARE Srl.
La spesa per i viveri è la solita, fatta di pasta, riso, pelati in scatola e tutto quello che può resistere alle alte temperature. Una serie infinita di cinghie a cricchetto, considerato che c’è sempre qualcosa da legare, funi, taniche di riserva per benzina e gasolio, insomma, abbiamo cercato di non dimenticare nulla.
Anche le vaccinazioni avranno la loro fondamentale importanza: profilassi per la malaria, febbre gialla, colera, meningococco, tetano, tifo, difterite, epatite A e B, poliomelite, antirabbica, dovrebbero assicurarci da eventuali “attacchi”. E’ buona regola, in ogni caso, osservare le norme igieniche principali, nei limiti delle possibilità, ed evitare cibi o liquidi potenzialmente contaminati. Cosa che non tutti sempre fanno!!!
Ed il gruppo partecipante?? Direi rinnovato. Molti per motivi di ferie finite, altri perché non in possesso di moto idonea a questo tipo di avventura.
Riccardo di Roma, Roberto di Pavia, Pierpaolo di Roma già “Sudamericando 2007”, Daniele di Napoli già presente a “Beirut nel 2006”, Tommaso il fotografo -anche lui “Sudamericando 2007”, Maurizio medico di Formia, Daniele già operatore sempre con noi ne’ “Un Ponte per L’Africa del 2004” con l’assistente Giose e l’immancabile Celestino di Barcellona, diventato membro permanente di Motoforpeace: questi i sicuri. A giorni dovrò avere altre conferme, ma sembra consolidata la posizione di Susy di Fefè di Torino e Gianmario, anche lui di Pavia. Felice è in forse, già “Sudamericando 2007”, grande organizzatore e comunicatore del gruppo.
Lo scopo di questa spedizione è, tra le altre cose, quella di consegnare a Bakou in Cameroon, ad alcuni chilometri da Yaoundè la capitale, del materiale medico sanitario e due ambulanze. Il materiale medico sanitario mi verrà consegnato una volta arrivato a Barcellona (sto scrivendo infatti mentre sono a bordo della Grimaldi Lines, che ha voluto partecipare all’operazione offrendo il passaggio di andata e ritorno dalla città catalana), dalla ONG Selva Camerun. Il predetto materiale partirà alla volta di Douala il 10 gennaio, questa è la previsione, con l’Iveco, la OPEL e le 6 moto. Le ambulanze invece, che sono state acquisite attraverso la Croce Rossa, dovranno prima essere riviste ed equipaggiate e soltanto dopo spedite, sempre a mezzo container, a Douala. Questa seconda spedizione è programmata per metà febbraio, ma se non si dovesse essere pronti per quella data si potrebbe valutare di spostarla al nostro rientro da Dakar, quindi per i primi giorni di aprile. Unitamente a quanto illustrato prevediamo di poter donare attrezzatura varia, sempre dedicata all’allestimento di un centro medico, come materiale elettrico ed idraulico specifico. Non mancheranno giocattoli e vestitini per più piccoli.
Sono state informate le Ambasciate interessate, Africane a Roma ed italiane in Africa, ed avviati i primi contatti. Il Vice Ministro dell’Ambasciata del Cameroon ci ha ricevuto già da diversi giorni, e ci apprestiamo a contattare prossimamente quella del Senegal e tutte le altre. Stessi contatti sono stati avviati via mail con le nostre ambasciate in Cameroon e Senegal, quest’ultima responsabile anche del Mali.
Ed i carnet de passage en douane??? Quelli purtroppo rimangono la spina nel fianco, non solo dei nostri fianchi, ma di tutti quelli che si trovano ad affrontare questa procedura. Mi chiedo se è possibile che ai giorni nostri ancora si debba sottostare a questa lunga, estenuante, difficile e complicata procedura. Chiedere la fidejussione in banca, o assicurativa, vuol dire spiegare per giorni quello che si vuole fare in quanto la maggior parte degli sportelli bancari non ha mai effettuato tale pratica. Poi devi andare all’ACI e qui sei, spesso, più fortunato in quanto con un mese te la cavi. Ma la cosa che ti da più fastidio è quella che una volta che ti sei ammazzato per scrivere in modo corretto colore, targa, telaio del mezzo, numero di motore, colore dei sedili, marca delle gomme, marca della radio, e marca di tutto quello che esiste, non trovi una persona, dico una persona soltanto ad una qualunque dogana del mondo che esca fuori dal suo gabbiotto a verificare quanto dichiarato!!!! Quante energie e soldi sprecati…
Anche per i container questa volta non dovremmo avere delle sorprese. Ricordo ancora il Sud America, dove al ritorno da Buenos Aires la compagnia mi assicurava che il costo del nolo per il rientro era solo 9000 euro + le spese di imbarco, che poi a Roma si sono rivelate 7.500!!!! Si avete ben capito, su 9000 euro per il costo del nolo del container la compagnia argentina ne voleva 7.500 in più soltanto per le spese di imbarco, un po’ tantino non credete????
Ed allora questa volta, grazie a Decibello (ed anche a lui si deve il sostegno della Grimaldi), abbiamo avuto la possibilità di rivolgerci direttamente alla MSC di Napoli, che ci hanno regalato un preventivo onestissimo ed alla nostra portata.
Per i ticket aerei abbiamo deputato, come al solito, Vittorio di AvventureNelMondo, nostro punto di riferimento per le missioni più complicate. Vittorio, nel corso degli anni, ha dimostrato d’essere, sul campo, operatore serio ed affidabile, e capace di farci trovare biglietteria, visti d’ingresso ed assistenza in luoghi lontani migliaia di miglia.
Arrivo a Barcellona e trovo un clima mite, sembra primavera. Il giorno di ritardo mi fa concentrare degli appuntamenti e con Miguel, presidente di Selva Camerun, mi dirigo subito a nord di BCN per caricare sull’Iveco parte del materiale che dovrà essere portato a Douala. Sta facendo buio e le scatole vengono stipate in maniera frettolosa, senza un preciso ordine. Un veloce caffè, sorprendentemente buono, e via ancora verso Vilanova I Gertru, dove ci attende una “sedia da dentista e tutto il necessario per la cura dei denti”. L’attrezzatura è donata da una conoscente di Celestino, che trovo ad attendermi nel centro del piccolo pueblo.
Saliamo nel gabinetto dentistico e con mio stupore mi accorgo che la “sedia” è ancora lì, perfettamente montata e funzionante. Chiedo come mai, come mai nessuno abbia pensato a smontarla ed imballarla, ma non ho nessuna risposta. Una persona dell’ambulatorio cerca con una chiave inglese di improvvisare qualcosa, ma subito ci si rende conto che è impossibile qualunque soluzione in quanto per lo smontaggio corretto è necessario l’intervento di un tecnico competente. La direttrice dello studio contatta così il responsabile dell’assistenza, che però non potrà essere disponibile prima della prossima settimana.
Viaggio a vuoto, si rientra a Barcellona.
Parcheggio il furgone all’interno di uno stabile riservato alla Guardia Urbana e con Riccardo andiamo a casa di Veronica che ci ospiterà per la notte.
Si dorme fino a tardissimo, è la vigilia di Capodanno e ce la prendiamo comoda. Per la serata siamo ospiti a cena a casa di amici di Celes e quindi non abbiamo cose particolari da fare o organizzare.
I pensieri comunque nella testa sono moltissimi, abbiamo ancora da risolvere completamente il problema dei ricambi della Opel in quanto alcuni oltre ad essere costosissimi sono introvabili più altre grane di entità minore.
Serata divertente ed il nuovo anno inizia con un karaoke versione spagnola entusiasmante, unica delusione che qui non hanno la tradizione dei fuochi d’artificio, ed il vecchio anno se ne va ed il nuovo arriva senza alcun botto augurale.
Anche il primo dell’anno lo trascorriamo in completo relax, visitando il centro città e La Ramblas.
E’ il giorno 2 ed il primo appuntamento è presso il Comando della Guardia Urbana: ci sono ancora 27 scatole di materiale da caricare sul furgone, che contengono un po’ di tutto: dai libri, ai computer, alle caramelle, ai giocattoli, penne, quaderni, occhiali e tanto altro.
Nella tarda mattinata arrivano per un saluto anche un rappresentante del Comune ed il Comandante della Guardia Urbana ma ci sono anche giornalisti di alcune televisioni e fotografi a riprendere le operazioni ed ad informarsi sulla spedizione.
Per il pranzo siamo ospiti del direttivo di Selva Camerun in un tipico locale catalano poco distante, e sono le 15.00 quando riprendiamo la strada per Vilanova, con la speranza che il tecnico abbia svolto il proprio lavoro.
Ebbene si, arriviamo presso lo studio dentistico che la sedia è completamente smontata, ma ora il problema è portarla al piano terra: il peso della base della sedia è di 180 kg circa, e la rampa della scala è stretta e angusta. Celes trova un carrello a due ruote, ma il pezzo è comunque troppo scomodo e pesante da trasportare ed a metà rampa il carrello si rompe e la sedia parte in discesa….
Alcuni scalini vengono danneggiati, per fortuna lievemente, e con un ultimo sforzo arriviamo alla porta. La carichiamo finalmente sul furgone, che oramai è full, e mi chiedo dove metteremo tutto l’altro materiale ed effetti personali che abbiamo a Roma!!??
Si torna a BCN, dopo un veloce saluto a Maria Teresa a San Perè, ed a pochi centinaia di metri dal nostro parcheggio il furgone inizia a produrre una fortissima vibrazione nella parte anteriore, mi prende un colpo….che sarà capitato?
Sistemo il furgone nel garage e chiamo Ugo a Roma, che via filo mi diagnostica la crociera del cambio: speriamo sia quella. La seconda opzione potrebbe essere infatti il differenziale ed allora sarebbero guai seri.
Non sono tranquillo, affatto, e mi chiedo come è possibile, nonostante i mille controlli effettuati, ci sia sfuggito questa anomalia. Probabilmente il difetto è solo all’inizio e spero di risolverlo lunedì presso la Iveco di BCN che si trova nella Zona Franca, dove per’altro ci siamo già rivolti nel tour europeo del 2003.
Ma le seccature non sono terminate, purtroppo. Da Roma mi avvisano che alcuni ricambi per la Opel non sono disponibili, e quindi bisognerà percorrere un'altra strada. Ed ora?? Bisogna cercare un'altra auto e tutto in non più di una settimana.
Ripesco l’idea di prendere per il viaggio una Panda 4 x 4, auto piccola si, ma poco costosa, semplice e molto versatile, l’ideale per il viaggio che ci apprestiamo a compiere.
Con internet mi collego al sito di Porta Portese ed appuro che ci sono diverse offerte a prezzi per noi abbordabili. Faccio anche qualche telefonata e prendo appuntamento per la settimana successiva.
Trascorro il sabato e la domenica con una tranquillità molto relativa. Do uno sguardo al sito della Farnesina sulla situazione politica dei Paesi che attraverseremo: in alcuni la situazione è lievemente peggiorata, in altri migliorata: in Cameroon la situazione si è complicata a nord a ridosso dei confini, mentre in Niger sembra tornata la calma. Attenzione richiedono alcuni tratti stradali in Burkina Faso e Nigeria, meglio in Mali e Senegal, dove ci sono sì dei tratti più rischiosi, ma lontani dal nostro itinerario.
Arriva lunedì e come convenuto alle 7,30 sono davanti al Comando della GU in attesa di Celes: insieme ci portiamo alla Iveco, dove i meccanici si mettono subito all’opera. Il furgone viene messo sul ponte e messa in movimento la trasmissione alla ricerca dell’avaria. Il capo officina è orientato per la crociera del cambio. Viene così smontata tutta la trasmissione e portata alla verifica. Lasciamo l’officina e torniamo da Veronica per prendere le valigie. L’imbarco per la Grimaldi è alle 17.00, abbiamo tutto il tempo necessario ma è importante però risolvere il problema meccanico.
Nel frattempo chiamo Ugo a Roma che mi informa dell’occasione di una Panda 4 x 4 a km zero. Certo che sarebbe l’opzione ideale e sicura per un viaggio di questo tipo, ma il costo è la vera incognita: non credo che ce la possiamo permettere.
Ma torniamo al furgone: sono le 13.00 quando Celes chiama l’officina che gli conferma che il guasto è stato riparato ed il mezzo è pronto per le 15.00. 537,00 euro e la grande paura è passata.
Pranziamo velocemente in un piccolo ristorante, spaghetti, forse i peggiori mai mangiati in vita mia, ma non importa, oggi sono felice….
Veronica ci accompagna al porto ed al check-in troviamo una fila paurosa. Con un piccolo stratagemma riusciamo a saltarla a piè pari ed abbiamo così la possibilità di assistere all’arrivo dei Re Magi, una manifestazione dedicata all’Epifania molto sentita a BCN che fa letteralmente impazzire di gioia i bambini.
I Re Magi arrivano a bordo di una fantastica goletta a tre alberi scortata da una fila interminabile di barche, barchette e motoscafi di tutte le forme e dimensioni. Poi i “Re” salgono su dei carri allegorici e con questi attraversano le maggiori strade del centro distribuendo migliaia di dolci e caramelle. Semplicemente meraviglioso.
La nostra Grimaldi parte in perfetto orario. A bordo solo 500 persone, neanche un quarto della capacità totale, ma però sono tutti lì, in fila al self service per la cena, forse la fila più lunga che abbia mai fatto!!!
Mi sveglio che sono quasi le 10.00 e dall’oblò scorgo la costa della Sardegna, stiamo attraversando le Bocche di Bonifacio. Controllo il cellulare, la linea c’è. Approfitto subito per chiamare Enzo, quest’anno ha diretto lui le varie operazioni per la “Befana arriva in moto 2009”.
Mi risponde, sono già al primo appuntamento della “Casa Famiglia Centro della Gioia al Divino Amore”, soltanto, mi riferisce, il freddo è intenso ed alcuni hanno preferito la macchina alla moto. Nessun problema, l’importante è che anche oggi tutti i bambini, anche quelli meno fortunati, abbiano la loro meritata Befana.
Arrivo a Roma nel pomeriggio, e subito mi rimetto al lavoro per risolvere il problema della macchina, ma non è il solo….
Passano alcuni giorni, ma le varie ipotesi di Panda cadono una dopo l’altra: troppo tardi per un nuovo acquisto, troppo rischio per un usato…cosa fare?? Prendo la decisione estrema, quella che avevo lasciato in fondo al cassetto: si parte con la mia Subaru Forester.
Mi piange il cuore, ma alternative valide e sicure non ce ne sono. La mia Subaru è un acquisto avvenuto dopo il progetto in Africa del 2004, ed ora, a distanza di 5 anni, torna di nuovo sullo stesso suolo, spero solo che si comporti bene e che non subisca troppi danni. D’altronde avevo effettuato un minuzioso tagliando solo qualche settimana prima, e nonostante i suoi 120.000 km la sua affidabilità è fuori discussione.
Torno alla Iveco Strappini di Orte per un ulteriore controllo e verifica al furgone, ed i tecnici dell’officina sono li a passarlo ai raggi X, cercando di capire come possa essergli sfuggito un particolare così importante. Ma i mezzi meccanici purtroppo sono così, non ti avvisano, ed una macchina di kilometraggio elevato qualche sorpresa può riservarla.
Vengono sostituiti altri particolari elettrici, due sensori e…dovrebbe bastare.
Si torna a Roma, sempre con quel carico incredibile che dovremo porteremo a Bakou, e parcheggio presso il 1° Reparto Mobile.
Ma ancora siamo indietro con l’organizzazione. Mancano ancora alcune fidejussioni per i carnet. Così dalla mia Banca ottengo il documento idoneo per la mia moto e le due Honda, e cerco per la Subaru una fidejussione diversa, che non vada incidere sul mio conto corrente già sofferente!!
La Zurigo Ass. mi mette in contatto con un Broker Assicurativo, invio tutti i documenti ed ora c’è solo da attendere.
Bisogna prendere appuntamento per caricare sul container i mezzi e per questa operazione scegliamo una data compresa dal 10 al 15 di gennaio. E’ domenica quando tutto il gruppo si ritrova al Reparto Mobile per stivare sui mezzi tutti i bagagli e ricambi rimanenti, cercando nel contempo di fare ordine il più possibile.
Dalla mattina fino alla sera tardi siamo li a sistemare il tutto, scrivere, catalogare, scegliere: lasciamo fuori le cose che riteniamo superflue, o doppioni, ed è buio quando chiudiamo la porta scorrevole dell’Iveco. Ma la sfiga è sempre pronta a colpire: metto in moto, sposto il mezzo e noto che la frizione inizia a strappare in modo molto evidente…
Non voglio crederci, non voglio nemmeno pensarci che possa essere la frizione da sostituire. Chiamo Piero e gli chiedo di fare lui una prova, ed incrocio le dita, ma purtroppo non vale a niente: è la frizione, il parastrappi, sentenzia!!!
Questo vuole dire che la partenza dei mezzi deve essere rinviata ulteriormente, e di conseguenza anche la nostra.
Roberto e Gianmario il lunedì, tornando a Milano, lasciano il furgone in assistenza ad Orte ed io fisso la partenza dei container al 22 di gennaio e la nostra in aereo al 1 di marzo.
Non abbiamo molti problemi a cambiare le date, è solo che più si va avanti più rischiamo di trovare in Africa le piogge nella zona sud ed il caldo incredibile al nord. Pazienza, alternative non ne abbiamo.
Occupiamoci dei visti. Una agenzia specializzata ci chiede due mesi di tempo per i cinque visti necessari, decidiamo quindi di provvedere autonomamente. Il Cameroon e la Nigeria necessitano della lettera di invito, così mentre scriviamo alle rispettive Ambasciate italiane in Africa, iniziamo a farci rilasciare le autorizzazioni dal Mali (20 euro). Due giorni ed abbiamo il timbro sul passaporto, il Burkina Faso ce ne mette tre (30 euro), ed altri quattro il Niger (61 euro), dove il nostro amico Arfou’ fa di tutto per avere una risposta velocissima dal suo Ministero degli Esteri. Giunge a breve anche la lettera di invito dalla nostra ambasciata in Cameroon (100 euro per il rilascio del visto), unitamente ad una specie di salvacondotto da presentare ai posti di controllo di polizia. Manca però ancora la Nigeria (38 $), la lettera dovrebbe arrivare a breve.
Tutto procede, ma la sicurezza??? Ancora purtroppo ancora non abbiamo risposte certe, anzi non ne abbiamo proprio. Decido così di contattare l’Ufficio responsabile Interpol, che una volta fotografata la situazione si mette al lavoro ed ottiene in poco più di una settimana le conferme necessarie.
Imbarchiamo i mezzi, è il 22 di gennaio, ed in poco più di tre ore chiudiamo i due contenitori, grazie anche alla valida collaborazione di Neroni, lo spedizioniere che è al nostro fianco sin dalla prima missione in Kosovo del 2002.
Abbiamo acquistato una certa esperienza nel caricare i container: siamo veloci e precisi. La Subaru viene coperta con il telo in dotazione al container, legato con il suo filo d’acciaio, mentre nell’altro container, il box da 20’ vengono stivate le cose più importanti e costose e tutte le moto. Speriamo di non aver dimenticato nulla. 3 ruote di scorta per mezzo, grazie anche alla collaborazione di Parisi Gomme, che ci ha sostituito il treno intero della Subaru.
250 euro di spese doganali ed il gioco è fatto. I TIR escono dalla Dogana di Roma e si dirigono a Napoli dove l’imbarco è previsto per il giorno 24.
Iniziamo a richiedere i carnet, consegnando le fidejussioni all’ACI, anche se manca ancora quella della Subaru. Mi reco in Via Cristoforo Colombo e l’addetta mi fa notare che due documenti su quattro non sono conformi, hanno diciture errate. Che palle!!!
Spedisco alla Iveco la fidejussione sbagliata e mi reco in banca per far correggere la mia, almeno questa in tempo reale. La Iveco ci metterà un po’ di più, ma il personale dell’ACI ci assicura di non temere sui tempi di rilascio (che di solito sono un mese circa).
Non arriva la lettera dall’Ambasciata italiana ad Abuja, mandiamo vari solleciti via mail, ma le comunicazioni non sono facili: non hanno la connessione veloce e telefonare è una impresa quasi impossibile.
Giuseppina nel frattempo cambia idea, e decide di fare il tour per intero. Casimiro percorrerà la strada con noi fino a Niamey, dove si avvicenderà poi con Maurizio. La permanenza di Giuseppina sarà per noi molto importante, una persona in più da alternarsi alla guida dei mezzi, e sappiamo bene quanto ciò è importante.
Inizia la corrispondenza con Yaoundè per lo sdoganamento dei container, e lo scambio di corrispondenza, documenti e traduzioni, con il Console a Douala è intenso.
Tra le altre cose c’è anche da seguire la moto di Tommaso: la BMW ha deciso di partecipare all’operazione inviando un fotografo ed una moto che però viaggerà in aereo. 2 Ruote, la rivista del settore, dedicherà un ampio spazio alla manifestazione e questo è senz’altro motivo in più per fare tutte le cose rimaste presto e bene.
Gli ultimi giorni sono frenetici. C’è da prendere le radio trasmittenti alla Zona TLC del Viminale, da fare riparare le due nostre Icom a lungo raggio, verificare le portatili Midland da casco e tanto altro ancora.
E l’abbigliamento? Curato anche questo: Revi’T e TCX ci hanno offerto a prezzo vantaggiosissimo la loro attrezzatura. Capi di prima qualità ed adatti soprattutto al percorso che andremo ad affrontare. I caschi invece, forniti dalla MotoGuzzi Roma saranno equipaggiati con interfoni di ultima generazione, montati ovviamente da Ermanno, che sostituiranno i fallimentari Midland che in Sud America ci hanno procurato tanti problemi.
Vediamo cosa manca ancora…??? Il satellitare, qualche soldo, e…non saprei…
Gaetano, il nostro ex consulente in Aprilia, ci procura un inaspettato contributo dalla FIAMM e contemporaneamente Mauro della Datamat ci rimedia un satellitare di ultima generazione dalla Intermatica, leader nella telefonia attraverso satellite, un Thuraya SG 2520, ipertecnologico.
Finito?? Magari. La fidejussione della Subaru arriva si, ma con il numero del telaio errato. E’ sempre la stessa addetta ACI che mi chiama per farmelo notare. Vabbè, corri di nuovo in agenzia per l’appendice corretta, corri all’ambasciata della Nigeria per prendere finalmente i visti, corri e poi ancora corri….
Sono state settimane incessanti, un vero percorso ad ostacoli che speso mi sono trovato ad affrontare senza la dovuta preparazione.
Tempo da dedicare a me in questo periodo equivale a zero, ma spesso quando lo racconti non vieni neanche creduto.
Dove eravamo rimasti??? Si, alla fidejussione, che prenderò solo il giorno prima di partire, all’ultimo abbigliamento da ripartire tra i partecipanti alla missione per taglie colori e tipo e poi c’è da realizzare i loghi adesivi degli sponsor entrati all’ultimo minuto, tra cui la Tecno Progetti di Massimo Arcioni, ex 3M Italia. E’ la Progetto Stampa, questa volta, che provvede in tempo reale alla realizzazione di tutto il necessario, con grande professionalità e competenza.
Ma un filtro dell’aria di riserva per la Subaru non lo prendiamo, visto che lo avevamo dimenticato? Certo che no, ed è Riccardo che va a recuperarlo presso la CITA. E le chiavi torx ed a brugola? Solo ora ricordo che erano rimaste fuori dalla cassetta già partita col container ed è sempre Riccardo a provvedere.
Giuseppina acquista un'altra moka, ma la dimenticherà a casa il giorno della partenza. Capita.
Bisogna anche curare l’incontro con i nostri operatori e la casa di produzione Tech Italy, per studiare un piano comune per le riprese con il regista che poi curerà il montaggio dell’opera. Per questo fissiamo un appuntamento in Via Toscana, ed io con Daniele e Giose, gli operatori, Sante e Tony, regista e produttore, ci intratteniamo per alcune ore a studiare tutti i dettagli.
Bisogna però inviare anche i fax a tutte le ambasciate africane a Roma, e mail di conferma alle nostre ambasciate in Africa con l’itinerario aggiornato e l’elenco definitivo dei mezzi. Faccio nottata per stampare il tutto, ma sarà Giuseppina ad inviare questa seconda ondata di fax.
Non c’è più tempo per nulla, parto tra due giorni ed ancora non ho pensato a cosa mettere in valigia. In una camera, sul tappeto, ci sono tutti i miei oggetti sparsi, che ogni tanto controllo per vedere se dovrò ancora aggiungere o togliere.
Metto da parte il timbro Motoforpeace, stampo vari file di elenchi attrezzature ed altro, le lettere ricevute dagli Uffici del Governo e le mail più importanti: in un viaggio del genere tutto può servire, ad una frontiera o ad una dogana, mai farsi cogliere impreparati, può costare molto.
E la biglietteria quando la prendo?? Allora risalgo in moto e vado di corsa a Largo dei Grigioni da Vittorio, prendo la biglietteria, prendo le assicurazioni, controllo tutti i nomi e dati, arrivi e partenze e saldo.
Torno a casa e faccio copie dei passaporti e delle carte di circolazione, ma non mancano le info del sito AciViaggiareSicuri, fondamentali.
Fatta anche una scorta di medicinale eccezionale: credo sia la prima volta che tutti ci preoccupiamo di questo particolare aspetto in modo così approfondito. Il centro vaccinazioni di Via S. Martino della Battaglia, presso la locale ASL, consiglia una serie di farmaci specifici per questo tipo di viaggio e nessuno di noi bada a spese per procurarsi tutto il necessario, ma il top lo raggiunge Tommaso, che si presenta all’aeroporto con un kit medico rapido per rilevare l’infezione della malaria nel sangue!!!
Arriva Celestino in aeroporto, ed insieme a Giuseppina completiamo gli ultimi giri. Al Reparto Mobile prendiamo alcuni ricambi, dei piccoli doni per i bambini ed i nostri portachiavi. Il telefono satellitare, gli ultimi documenti, la banca per il contante, tutto all’ultimo minuto.
E per lo sdoganamento a che punto siamo?? Continuano a pervenire mail rassicuranti e Miguel Fernandez della ONG Selva Camerun, che è già a Douala, ci fa sapere che ha anche pagato alcune tasse e che tutto è a posto. Ma lo sarà davvero? Sono un po’ diffidente. Lo sono perché Vittorio di ANM mi aveva raccontato di una sua triste vicenda nel 2002, quando per sdoganare le sue moto ha impiegato 15 giorni ed ha dovuto richiedere la garanzia dell’Ambasciata a Yaoundè. Magari lui è stato sfigato, o non aveva fatto le cose a dovere, chi lo sa?
Tra le decine di telefonate dell’ultimo giorno che si alternano sui miei due numeri, ne arriva una che non avrei voluto mai ricevere, ed è quella che ci rovinerà il pranzo, la cena ed il viaggio verso Douala. E’ l’ambasciatore di Yaoundè, Antonio Bellavia. L’Ambasciatore mi riassume in 5 minuti la situazione dei nostri containers: drammatica. Tutto fermo, tutto bloccato. Aveva ragione Vittorio.
Cosa succede? Ora ve lo spiego: il Cameroon, oltre alla normale fidejussione rilasciata dall’ACI, vuole che un soggetto camerunense, o diverso ma che abbia interessi nel Paese, garantisca la temporanea importazione dei mezzi.
Raccolgo le braccia da terra e faccio uno sforzo disumano per far finta di nulla. Mi impongo che questa telefonata non l’ho ricevuta, rimandando tutto al nostro arrivo, sarebbe inutile crucciarsi ora, comunque non si potrebbe fare nulla.
Arrivo a casa e invio alcune mail, questo solo faccio, per allertare alcuni contatti che potrebbero rendersi utili poi sul posto.
Riempio la metà della valigia e con Celestino mi porto all’appuntamento col resto del gruppo a Piazza Re di Roma. O con me le radio da distribuire, le doppie chiavi e le carte di circolazione, due coperchi copri valvole delle BMW ed altre cosette.
A tavola riferisco della notizia avuta da Yaoundè e la cosa preoccupa tutti..
Arrivo a casa tardi, non me la sento di chiudere la valigia, sono troppo stanco ed ho sonno, domattina ci sarà tempo. Si, oramai sono abituato. Non c’è stato un viaggio che non ho chiuso la valigia la mattina o la notte prima della partenza, mi chiedo cosa è che me lo impedisce di farlo prima...
 
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