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Giornata dedicata alla spedizione del container.
Con i tutti i nostri mezzi alle nove in punto siamo davanti gli uffici di MSC Senegal, nei pressi di Bel Air.
Arrivare non è molto semplice, il furgone va avanti a colpi di tosse e si impunta nelle marce basse.
Moussa ci accoglie con un gran sorriso e ci chiede di attendere qualche minuto, deve infatti chiamare un transitario che farà per noi le operazioni doganali. Perché non lo ha fatto prima??
Alle 11.00 siamo ancora seduti nel suo ufficio, in attesa di ?
Moussa continua a telefonare ai suoi contatti e poi ci informa che per stamattina non faremo in tempo a concludere tutto: il transitario infatti, che ancora deve arrivare, dovrà esibire i nostri passaporti, i documenti d’ingresso in Senegal dei mezzi e le carte di circolazione in originale alla Dogana competente e se tutto va bene riusciremo a riempire il container solo nel primo pomeriggio.
Siamo un pochino preoccupati, pensavamo di essere liberi da subito ed invece no.
Arriva il transitario, prende tutti i documenti e va via. Moussa ci invita a parcheggiare i nostri mezzi nello spazio MSC dedicato all’imbarco e tornare dopo le 15.00.
Così facciamo e rientriamo in hotel con dei taxi scassatissimi. Mi chiedo come fanno questi a reggersi in piedi, molte di queste auto sono un puzzle di tanti pezzi diversi messi insieme con una fantasia unica. Il costo della corsa per muoversi in città è di 1000 o 2000 CFA, molto poco, ma lo stato di conservazione delle auto e la loro affidabilità e sicurezza è zero.
I controlli di polizia su tutti i mezzi pubblici è serrato, taxi e piccoli bus vengono fermati di continuo, ma allora mi chiedo come fanno a circolare?
Davanti all’hotel subiamo i continui assalti di venditori ambulanti e bambini cadeaux. A proposito di quest’ultimi, più persone ci hanno riferito che il fenomeno di questi fanciulli è legato molto spesso alla criminalità organizzata. È questa infatti che in Senegal, come negli altri paesi che abbiamo attraversato, gestisce i piccoli mendicanti ricavandone importanti profitti. La lotta dello Stato contro questi trafficanti è senza tregua e sembra che con il passare del tempo il fenomeno si stia riducendo sempre più.
Alle 15.00 siamo di nuovo da MSC. Questa volta l’attesa è breve e Moussa ci rilascia un documento con cui andare ad imbarcare i mezzi.
Ci spostiamo a piedi per circa un km, andiamo nel parcheggio dove avevamo lasciato i mezzi, ma prima di caricare tutto nel container dobbiamo attendere il sopralluogo del doganiere che deve verificare la targa e telaio delle moto e del furgone. Sarebbe la prima volta.
Si fanno le 17.00 quando arriva il transitario con l’agente della dogana. Controllano i telai delle BMW e la targa delle moto stipate nel furgone. Tutto corrisponde, possiamo caricare.
L’Iveco entra in retromarcia, per le BMW nessuna difficoltà, tranne per il Sabotatore, Roberto, che non trova pace nel tirare, allungare e poi stringere le cinghie intorno alla sua Adventure.
Abbiamo terminato l’operazione quando il responsabile del piazzale decide di montare sul tetto del container anche il telo a protezione di eventuali furti.
La manovra non è semplice e porta via un'altra ora.
Sono le 18.30 quando applichiamo il sigillo alla porta del container ed usciamo con la copia del documento d’imbarco timbrata.
Il viaggio così è effettivamente terminato. Siamo felici, ma anche molto tristi, forse soprattutto tristi. E’ stata un’avventura che ci rimarrà dentro per sempre: in questi 37 giorni abbiamo condiviso tantissime emozioni, alcune belle altre meno. Abbiamo sofferto molto, ma questo tour è stato senz’altro il più entusiasmante, il più intenso ed il più ricco di sorprese. Le mille difficoltà sono state tutte superate grazie al sacrificio ed all’impegno di tutto il gruppo e questa è la cosa che ho amato di più.
A cena parliamo dei giorni difficili trascorsi in Camerun, del caldo insopportabile, dei momenti di tensione e della paura a volte di non poter terminare il percorso, ma oramai ci siamo lasciati tutto alle spalle ed addirittura qualcuno azzarda ad una eventuale replica della Banyo-Tibati. Qualcuno sta impazzendo!
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